Il risveglio in quarantena

Mi sveglio con una leggera sensazione di soffocamento che cerco forse di reprimere pensando al vecchio tavolino di plastica ormai dimenticato in veranda e mai utilizzato se non per il cesto delle mollette del bucato o quella volta che mi è stata regalata una piantina di aloe e con mio grande rammarico rendermi conto di non essermene mai presa cura.

Inutile aggrapparsi alla scusa del “pollice verde” perché di veritiero non c’era niente e una bugia che mi raccontavo mentre la vita scorreva e lei pian piano soffriva in silenzio.

Credo che oggi la mia giornata la trascorrerò in quella veranda poco sfruttata dove ad aspettarmi ci sarà lui: il vecchio tavolino di plastica.

Mi godo ancora qualche minuto distesa sul mio lettone consapevole che quando questa quarantena finirà sarà un momento che ricorderò con piacere e forse anche con una certa malinconia.

Forza è arrivato il momento di alzarmi!

Certo che aver posizionato questo specchio figura intera proprio davanti all’ingresso della camera da letto così da non poter sfuggire a me stessa neanche in quarantena…fa riflettere sulle strategie applicate sull’autostima!

Va bene! Accolgo il mio aspetto più primitivo e mi dirigo in bagno ma nonostante gli sforzi anche quello del bagno vuole comunicare con me. Resto li immobile e inizio a fare delle facce buffe che evidentemente mi divertono perché vedo che le labbra iniziano a sorridere e così anche gli occhi, hanno una luce diversa, più luminosa e nonostante il tempo ci stia dando la possibilità di poterci ascoltare senza fretta sento ugualmente di avere fretta.

Faccio una buona colazione e dopo averlo pulito finalmente mi siedo.

Sono fuori, in veranda. C’è un bellissimo sole tanto che decido di mettermi un pochino all’ombra così da non stancarmi troppo. Chiudo per un attimo gli occhi e ascoltando il silenzio mi dico: finalmente ti sei fermata!

Il quaderno c’è, la penna, il pc, gli occhiali, il telefonino e l’acqua, tanta acqua visto che ho deciso di prendermi cura di me!

Se non fosse per questa quarantena chi l’avrebbe detto che un giorno mi sarei seduta a guardare questo panorama con occhi diversi, respirando a pieni polmoni e ringraziando di poterlo fare in salute.

Son sicura che adesso arriveranno nuovi pensieri, mai pensati prima o almeno non in questo modo perché nonostante ci siano momenti che possono sembrare uguali un po’ per abitudine, non saranno mai gli stessi.

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