Il Sentiero delle Cave – Torre di Porto Giunco

Sentieri aspri , quasi tutti tagliati sulla roccia fra massi enormi e macchie sempre più selvagge e contorte

( La via del male, Grazia Deledda)

Una località turistica conosciuta per il suo mare cristallino, per la sua lunga e distesa lingua di sabbia chiarissima e soffice che richiama ogni anno tantissimi turisti da tutto il mondo. La spiaggia di Porto Giunco si presenta con uno scenario da favola che ha ispirato tanti registi, artisti e pubblicitari per ambientare proprio li alcuni dei loro set cinematografici.

Pochi son quelli che rivolgono il loro sguardo verso l’alto che, oltre ad ammirarla, sopratutto per andare e farle visita.

Fa parte di una serie di torri che vengono classificate come “senzillas”, cioè di media grandezza molto diffuse in Sardegna. Venne costruita dagli spagnoli per avvistare e difendere l’isola dalle incursioni dei pirati, dove nonostante la posizione strategica, subì ugualmente diversi attacchi e fu ristrutturata più volte.

Nel 1867 il decreto regio stabilì che tutte le torri aragonesi dell’isola non facessero più parte del sistema difensivo delle coste, cadendo così definitivamente in disuso.

La Torre di Porto Giunco la si può raggiungere benissimo dall’omonima spiaggia o dalla Cava Usai percorrendo sentieri che attraversano la fitta vegetazione della macchia mediterranea dove il pino marittimo, il ginepro, il lentischio, l’olivastro e le ginestre ci accompagneranno con il loro profumo lungo tutto il sentiero.

La torre si trova ad un’altezza di circa 50 metri sul livello del mare e dalla sua posizione si possono ammirare le ampie dune sabbiose di Porto Giunco e l’ambiente lagunare dello stagno di Notteri, che oltre ad essere una delle oasi-rifugio dei fenicotteri rosa durante le loro migrazioni, ospita anche varie specie di uccelli.

La vista dall’alto è qualcosa di meraviglioso e il silenzio che si percepisce quassù aiuterà a ricaricarci sicuramente di belle energie 🙂

Il sentiero prosegue fino poi ad arrivare a livello del mare dove ad aspettarci ci sarà il nostro secondo punto di interesse: Cava Usai, segnalata dal cartello informativo.

Per riprendere il sentiero questa volta bisognerà andare verso la strada principale, vicino alla spiaggia dove troveremo la segnaletica che ci indicherà questa volta la terza tappa: Cala Burroni che ci porterà dritti verso la fine del promontorio di Capo Carbonara.

Questo sentiero che sale verso l’interno in direzione della parte più alta del promontorio, ha sede il faro e la stazione meteo dell’aeronautica militare.

Quando i cartelli vi indicheranno la fine del percorso facendovi tornare indietro voi proseguite dritti lungo questo sentiero battuto e non segnalato fino ad arrivare ad una piramide di pietre sovrapposte che praticamente segnano, questa volta la fine del sentiero.

A questo punto non vi resterà che ammirare il bellissimo panorama dell’Isola dei Cavoli con il suo faro.

Un faro che fu realizzato attorno al 1856, inglobando una torre difensiva spagnola, costruita nel 1591. E’ catalogato al n. 1262 nell’elenco dei fari italiani.

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(Foto di copertina di Gian Marco Leoni, su instagram: @marklions)